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Comunicare nell’era dell’economia dell’attenzione

Corrono tempi duri per brand e aziende. Sin dall’arrivo di Internet e soprattutto dei social media, siamo sommersi dalle informazioni. Tuttavia, la sovrabbondanza di informazioni rende necessario uno sforzo costante per accaparrarsi l’attenzione del consumatore. Convincerlo della bontà del proprio messaggio diventa quindi un’autentica battaglia. Come fare, allora, per raccontare positivamente un prodotto la cui reputazione è tutt’altro che buona?

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

C’è una grande differenza tra ciò che la gente dice e ciò che in effetti fa. Ma non è tutto: esiste anche un divario tra la fiducia del consumatore, le sue aspettative e il suo comportamento. Da un lato, c’è il cittadino coscienzioso che dà molta importanza all’ambiente e al benessere degli animali. Dall’altro, c’è il consumatore le cui decisioni sono spesso dettate dal portafoglio.

In occasione di un sondaggio condotto in Germania, l’85% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a pagare di più per i prodotti a base di carne se i proventi vanno direttamente all’allevatore o sono destinati al benessere dell’animale. Anche in Belgio, il benessere degli animali, la sicurezza alimentare e la riduzione dei gas serra sono criteri di acquisto della carne sempre più importanti. Quindi, il consumatore moderno si interessa molto di più al mondo che lo circonda di quanto non facesse prima. Tuttavia, la tendenza che osserviamo nel suo comportamento di consumo non è sempre la stessa.

L’importanza dei valori

Le tendenze di consumo più importanti sono la consapevolezza e l’autenticità. I consumatori chiedono alle aziende di portare avanti i propri valori o, in altre parole, la propria ragione di esistere con consapevolezza. Ma c’è di più: il consumatore vuole che le aziende diano prova di autenticità non solo nel modo di porsi, ma anche nel modo di agire. Passiamo dalle parole ai fatti non è più un mero modo di dire. Ottimi esempi di questa visione sono il brand di sneaker sostenibili Veja e Tony’s Chocolonely, che ha fatto del cioccolato realizzato con un approccio contrario alla schiavitù la sua ragione di esistere. Al contrario, i marchi leader del mercato, come Coca-Cola, sono sempre più oggetto di condanna da parte dei consumatori.

Cosa può fare il settore della carne?

Il settore della carne deve fare i conti con una reputazione poco gratificante. Come può convincere i consumatori che la qualità è migliorata? Concentrandosi su quattro aree.

  1. Dare prova di autenticità.
    Tutto il settore deve dimostrare di cercare il miglioramento costante ed essere consapevole che il consumatore non tollera errori. Se qualcosa va storto, l’accaduto si ripercuote sull’intero settore.
  2. Comunicare in modo chiaro e inequivocabile.
    Il settore deve trasmettere i propri messaggi al consumatore attraverso vari canali.
  3. Non comparare un marchio di qualità a un prodotto di qualità superiore.
    I consumatori danno ormai per scontata una qualità affidabile.
  4. Coinvolgere il consumatore in ciò che si fa, in modo che capisca da solo i valori aziendali.
    È importante far capire al consumatore in che modo quel pezzo di carne è arrivato nel suo piatto, affinché inizi a rispettare il prodotto.